L’antropocentrismo

L’antropocentrismo

Questo è un tema delicato, cercherò pertanto di trattarlo in modo semplice. L’antropocentrismo è quella filosofia per la quale l’uomo viene considerato al centro del mondo e superiore a tutti gli altri esseri viventi. Tutto il mondo in quest’ottica viene visto come al servizio dell’uomo e dei suoi bisogni e tutto viene misurato in base all’uomo.

Questo filtro non tiene conto che: a) l’uomo è un animale, non è un “regno” a parte (i regni dal punto di vista naturale sono: minerale, vegetale e animale); b) l’uomo si è evoluto dopo, e grazie, a moltissimi altri animali oggi ancora presenti sulla Terra: c) esiste un equilibrio in natura per il quale senza alcuni animali (come, ad esempio, le api) tutto si distruggerebbe.

L’idea antropocentrica ha, nel mio modo di vedere, molte radici nella religione cristiana, per la quale Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, a differenza di tutti gli altri animali. Nella cultura occidentale inoltre, l’uomo viene visto come superiore, più intelligente e più meritevole di cure e attenzioni rispetto al resto degli esseri viventi. Al di là del fatto che nemmeno nel mondo umano è ancora stata definita l”intelligenza” come concetto unico (non esiste un’intelligenza assoluta misurabile, esistono, ad oggi, molti tipi di intelligenze, da quella sociale, a quella emotiva a quella matematica etc) e in ogni caso, nel nostro mondo tutto viene misurato sulla base umana. Cioè se un animale non sa fare le cose che può fare un umano, allora in automatico è meno intelligente. Ma ci pensiamo mai che gli animali sanno fare cose che noi invece non sappiamo fare? I cani hanno un olfatto molto più sviluppato e sentono il temporale arrivare dall’energia nell’aria, tanto per fare un esempio banale. Ci pensiamo, qualche volta, che noi, con le nostre capacità, stiamo distruggendo il pianeta in cui viviamo condannando tutti (noi stessi inclusi) all’estinzione? Ci pensiamo che con la nostra “evoluzione” stiamo peggiorando sempre più la nostra condizione di vita, convincendoci anche che invece la stiamo migliorando? Siamo talmente tanto pieni di noi, sicuri delle nostre capacità, da non renderci nemmeno conto che le nostre abilità le stiamo usando per farci del male? L’inquinamento, il riscaldamento globale, la deforestazione, lo sterminio di intere specie animali… e noi saremmo quelli superiori? Nessuna specie animale ha mai fatto tutti questi danni.

E chi dice che gli uomini siano superiori, quindi che “meritino” più attenzione, più cure, di tutti gli altri animali? Ormai la solfa del “gli animali non sentono come noi, non hanno i nostri sentimenti ed emozioni” è scientificamente screditata, quindi, chiedo, perché dovremmo crederci superiori? Io quando sento certe atrocità commesse dall’uomo, mi chiedo “ma ho mai sentito un animale fare una cosa simile?” e la risposta è sempre “no”.

Mi fa tanto arrabbiare quando sui social qualcuno sostiene la caccia come fonte di divertimento, o critica chi si occupa di gatti, cani nei rifugi dicendo “con tutti i bambini che hanno bisogno”; non è necessario scegliere! Se ognuno facesse qualcosa per aiutare il prossimo, che sia umano o no, il mondo sarebbe di certo migliore. Invece vorrei sapere: quelli che criticano i volontari dei canili dicendo che i bambini in Africa hanno bisogno, poi li aiutano i bambini in Africa? E chi sostiene le ricerche che fanno esperimenti sugli animali per testare prodotti più o meno fondamentali per l’uomo, come fanno ad arrogarsi il diritto di decidere che le vite degli animali si possono sacrificare per il bene di alcuni umani? Se sapeste quanti animali muoiono tra atroci sofferenze per questi esperimenti, per non parlare di tutti i prodotti (dai farmaci, ai cosmetici, alle vernici ai detersivi) che vengono testati sugli animali prima di scoprire che sono tossici e che per gli umani non vanno bene… solo perché gli animali non parlano la nostra lingua (ma certo che parlano, se solo li ascoltassimo!) e non hanno i tribunali e la legislazione e i sindacati, il che, per alcuni, fa di loro esseri inferiori quindi meritevoli delle nostre torture. Ma non ci insegnavano a non approfittarsi dei più deboli? Ecco, se li riteniamo più deboli… dovremmo solo proteggerli!

Noi dovremmo sentirci all’interno di un mondo, da proteggere, non al di sopra di un mondo da sfruttare. Ci sono equilibri negli ecosistemi che sono anche molto fragili, spezzandoli si fanno enormi danni, sarebbe utile che le persone si informassero e che questa ideologia dell’”uomo superiore” venisse soppiantata da un’idea meno presuntuosa e più equa.

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