Essere una guida, non un comandante

Essere una guida, non un comandante

Educare il cane, secondo la mia concezione, significa essere la sua guida, diventare quel punto di riferimento che è anche un esempio. Avere un cane educato non significa avere un cane che risponde ai comandi, significa avere un cane che sa comportarsi nel modo giusto a seconda del contesto, delle circostanze. Mi aspetto che il mio cane stia buono seduto o a terra sotto il tavolo se sono al ristorante, che corra e salti nei prati, che giochi con i cani al parco ma che stia tranquillo nella sala di attesa del veterinario.

Questo risultato non lo ottengo dando il “seduto” e il “resta”; se così fosse vorrebbe dire che il cane è completamente dipendente da noi, quindi senza noi che impartiamo ordini non ha la benché minima idea di cosa fare, non ha interiorizzato nulla; sarebbe assurdo pensare che dobbiamo rimanere con gli occhi puntati tutto il giorno sul cane perché senza il nostro “comando” il cane è allo sbando, non credete?

Quello che fa di un proprietario una buona guida è l’essere veicolatore di esperienze. Portare il cane a vivere più esperienze possibili (naturalmente con criterio e gradualità) fa sì che il cane immagazzini molte conoscenze e competenze; più ampio è il repertorio al quale accedere nella memoria per sapere in che circostanza ci troviamo, più è facile che il cane sappia cosa aspettarsi e quindi come reagire nel modo giusto. Noi possiamo esserci molte volte, soprattutto le “prime volte” per guidare il cane emotivamente a vivere l’esperienza con il giusto grado di attivazione/allerta/tranquillità/serenità perché il cane reagisca nel modo che si ritiene più idoneo.

 

L’errore comune è credere che il cane non abbia una mente complessa quindi necessita costantemente di qualcuno che dica cosa fare; altro errore è intervenire continuamente per risolvere la difficoltà togliendo al cane la possibilità di dimostrare, in primis a se stesso, che può farcela. Il classico esempio è il passaggio su terreni difficili o scale o grate etc: se per evitare che il cane si trovi in difficoltà lo sollevo di peso o evito il passaggio, abbiamo risolto il problema momentaneamente, ma il cane non avrà imparato nulla. Se con pazienza mostriamo come si fa, gli diamo il tempo di pensare e con calma arrivare da solo ad affrontare e risolvere il problema, avremo insegnato qualcosa al nostro cane. No dobbiamo risolvere il problema al suo posto, dobbiamo essergli accanto e supportarlo finché riesca da solo; solo così gli permetteremo di crescere e aumentare le sue competenze diventando un cane in grado di cavarsela sempre!

 

mobility nel bosco

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